Mancava poco, davvero ci voleva poco perché accadesse, perché approdassi a quella concretezza di sentimenti e a quella consapevolezza che mi avrebbe portato alla brillantezza d'animo. Già davo tanto, molto più di quanto dovessi, forse. E se le giornate fossero continuate a susseguirsi come hanno fatto da quella sera fino a quel pomeriggio, avrei fatto di più, ancora di più. Ti avrei dato tanto, davvero, tutto, ne sono certo. Ti avrei dato ogni cosa, senza riserve. Ti avrei dato tutto. Sbagliando forse, ma, davvero, ti avrei dato tutto.
Ma tu non l'hai voluto.
Mi manchi...
Come vorrei che mi vibrasse il cellulare, che andassi a vedere di chi è il messaggio, vedessi che sei tu, lo aprissi e leggessi le tue parole, che mi dicessero che ti manco, che forse non funziona così, che hai sbagliato qualcosa, che vorresti tornare indietro, che non ha senso, che non è giusto, che ti manco tanto, forse troppo per vivere una situazione così. Che ti dispiace, che in realtà non vuoi questo, ma vuoi tutto quello che c'è stato tra noi, tutto quello che siamo stati noi - prima di quel pomeriggio. Come lo vorrei... Perché correrei da te senza pensarci neppure un attimo. Sarei da te in un nanosecondo, e ti abbraccerei, e ti bacerei, e sarebbe l'eterno e l'infinito che si infilano fra le nostre mani.
Ma non accadrà. E io lo so. Ma, ti prego, spiegalo tu al mio cuore...
Mi sento come se fossi sull'orlo di un precipizio. Basta un alito di vento, il minimo soffio, per cadere giù, nel baratro profondo del mio malessere più buio. Ma cerco di rimanere in piedi, di stare in equilibrio, di appigliarmi a quei pensieri che fanno placare il vento, che lo spostano oltre, altrove, lontano da me. Eppure, se cadessi esploderei e getterei fuori tutto, ma la risalita sarebbe troppo ardua. Una caduta che sarebbe solo una parvenza di appagamento.
Devo abituarmi. Abituarmi a non ricevere il tuo buongiorno, a non ricevere la tua buonanotte, a non sperare che sia tu quando mi arriva un messaggio. Abituarmi a non aspettare che arrivi il momento in cui ti chiamerò, abituarmi a non vedere l'ora di stare insieme a te. Devo abituarmi a tante cose.
Com'è possibile che due settimane fa dormivamo abbracciati e ora siamo così distanti? Voglio morire...
Logora, l'amore logora. Consuma, corrode. L'amore fa male.
Eppure.
Perché? Perché neppure provarci? Perché precluderci così una possibilità, la possibilità di continuare a stare insieme? Come facciamo? Io non ci riesco, io non lo accetto, non ce la posso fare. Non è un discorso logico, non ha senso, non va bene. Mi devi spiegare, dobbiamo parlare, dobbiamo chiarire, perché a me non sta bene. Non puoi farmelo, io mi sto logorando, ho il cuore lacerato, non puoi farmelo, non tu. Ti prego.
Lo vedi? Sto già piangendo, non riesco a trattenere le lacrime. Perché ci penso, in continuazione, e ogni volta che sto con te non riesco a capacitarmi di come sia possibile che tutto ciò debba arrivare ad una fine. Non lo capisco, non lo accetto, non lo voglio. Come puoi andartene? Come puoi farlo, come puoi abbandonarmi così, dopo tutti questi baci, dopo tutte queste carezze, questi sorrisi, questi abbracci? Come fai? Non va bene, si dovrebbe vietare, non si può permettere che un cuore soffra in questo modo. Perché è andata così? Perché la vita si diverte così tanto a fregarti? Perché questo, tutto?
Mi manchi, mi manchi già, mi mancherai, mi mancherai da morire...