martedì 25 dicembre 2012

Like the stars miss the sun in the morning skies.

È che continuo a pensarti, è che mi torni in mente, riesci a essere costante, presente. Ti scanso, ma ti ripresenti poco dopo. Sei tu pressante o sono io debole? Anche se sto meglio, anche se le spine nel cuore si sono allentate, anche se sanguino di meno... ogni tanto fa male. Vado avanti, ci provo, sento gente, vedo gente, ma cerco te. In loro, io cerco te. Cerco il tuo sguardo, i tuoi occhi, il tuo modo di guardarmi. Cerco il tuo sorriso, le tue labbra, i tuoi baci infiniti. Cerco le tue mani, i tuoi abbracci, il tuo profumo, le tue parole... E non trovo nulla. Ti cerco, ma non ti trovo.
Mi manchi. Penso che mi mancherai per sempre...

venerdì 21 dicembre 2012

giovedì 13 dicembre 2012

That if I hold...

Prenderò la pioggia.
Prenderò la pioggia.
Prenderò la pioggia. 

Mi hai messo a nudo, mi hai segnato.
Le promesse...

Prenderò la pioggia.

Cado, io cado giù, mentre tu voli lassù...

Mi manchi.

domenica 9 dicembre 2012

Never mind, I'll find someone like you.

« Ma se una mattina dopo colazione non vieni, se un giorno ti vedo magari in uno specchio che guardi un altro, se il telefono continua a squillare nella tua stanza vuota, allora, dopo un'indicibile angoscia - non c'è fine alla follia del cuore umano - allora cercherò un altro, troverò un altro come te. »
V.W.

venerdì 30 novembre 2012

Amore cosmico.

« Una stella cadente è caduta dal tuo cuore ed è atterrata nei miei occhi.
Ho urlato forte, perché li ha trapassati, e ora mi ha lasciato cieco.
Le stelle, la luna, sono state tutte spente.
Mi hai lasciato nel buio.
Nessuna alba, nessun giorno, sono sempre in questo crepuscolo,
All'ombra del tuo cuore.
E nel buio, posso sentire il battito del tuo cuore.
Ho cercato di trovare il suono,
Ma poi si è fermato, ed ero nell'oscurità,
E così oscurità sono divenuto. »

F. + t. M.

martedì 27 novembre 2012

Piezz 'e cor.

Adesso devo davvero riprendere, devo davvero ricominciare, tornare alla vita di sempre, alle giornate di sempre, buie, ora che tu non ci sei. Ma ce la farò, te lo prometto.
Ti voglio bene sempre...

lunedì 26 novembre 2012

M; O.

Mi sto facendo forza, davvero, ce la sto mettendo tutta. Ho cercato di riempire il più possibile queste giornate, ho parlato di te e di tutto ciò che è successo con tante persone, ho sentito tanti consigli, tanti incoraggiamenti, pensieri e pareri. Ho fatto del mio meglio per scacciare il pensiero, per tamponare il sangue che ne fuoriesce, e ho visto dei risultati. Vedi, sono bravo, davvero.
Però è dura, è difficile. Ecco, questo è uno di quei momenti in cui mi raccolgo troppo in me stesso, la testa smette di correre, si ferma e tu stai lì, che mi guardi, e non posso che pensare a te. E gli occhi inevitabilmente si inumidiscono.
È difficile, davvero. Oggi, risentire la tua voce, dopo questi giorni bui, è stato come essere pugnalato da un un tulipano, una sensazione di leggero dolore, di sofferenza anestetizzata, che però rimane, s'impianta nel cuore con forza.
E domani vederti... Come sarà? È buffo perché mi ero figurato questo giorno in maniera totalmente diversa, quasi opposta. Ma continuerò a farmi forza, come ho fatto finora, non mollerò.
Ma sarà arduo, tanto. Perché rivedrò te, il tuo viso, quelle labbra che non mi appartengono più, quelle mani che non perlustreranno più il mio corpo, quegli occhi che non mi diranno più tutte quelle bellissime parole mute che mi hanno detto fino a quel momento. E probabilmente avrai pochissimo tempo per me, a ragione, chi sono più ormai? Non ho più un posto di privilegio nella tua vita, hai ben poco da condividere con me, non l'hai più.
Ovunque vado mi sembra di vederti, ti ritrovo in mezzo agli altri, sento il tuo profumo che mi passa sotto il naso. Vedere foto di te, insieme ad altri, e io non sono lì con te a far parte di quei momenti... Fa male, tanto.
E poi te ne andrai. E poi? Noi? Cosa? Non c'è un noi. Poi ognuno per la sua strada. Tornerai? Ci sentiremo ogni tanto? Magari ci rivedremo...
Non doveva andare così, ne sono certo. Non in questo modo.
Mi manca tutto di te, tanto.
Mi manchi tu, Giuse', troppo...

domenica 25 novembre 2012

Sterzata.

Mancava poco, davvero ci voleva poco perché accadesse, perché approdassi a quella concretezza di sentimenti e a quella consapevolezza che mi avrebbe portato alla brillantezza d'animo. Già davo tanto, molto più di quanto dovessi, forse. E se le giornate fossero continuate a susseguirsi come hanno fatto da quella sera fino a quel pomeriggio, avrei fatto di più, ancora di più. Ti avrei dato tanto, davvero, tutto, ne sono certo. Ti avrei dato ogni cosa, senza riserve. Ti avrei dato tutto. Sbagliando forse, ma, davvero, ti avrei dato tutto.
Ma tu non l'hai voluto.

Mi manchi...

venerdì 23 novembre 2012

Come vorrei che mi vibrasse il cellulare, che andassi a vedere di chi è il messaggio, vedessi che sei tu, lo aprissi e leggessi le tue parole, che mi dicessero che ti manco, che forse non funziona così, che hai sbagliato qualcosa, che vorresti tornare indietro, che non ha senso, che non è giusto, che ti manco tanto, forse troppo per vivere una situazione così. Che ti dispiace, che in realtà non vuoi questo, ma vuoi tutto quello che c'è stato tra noi, tutto quello che siamo stati noi - prima di quel pomeriggio. Come lo vorrei... Perché correrei da te senza pensarci neppure un attimo. Sarei da te in un nanosecondo, e ti abbraccerei, e ti bacerei, e sarebbe l'eterno e l'infinito che si infilano fra le nostre mani.
Ma non accadrà. E io lo so. Ma, ti prego, spiegalo tu al mio cuore...

giovedì 22 novembre 2012

I just ride.

Mi sento come se fossi sull'orlo di un precipizio. Basta un alito di vento, il minimo soffio, per cadere giù, nel baratro profondo del mio malessere più buio. Ma cerco di rimanere in piedi, di stare in equilibrio, di appigliarmi a quei pensieri che fanno placare il vento, che lo spostano oltre, altrove, lontano da me. Eppure, se cadessi esploderei e getterei fuori tutto, ma la risalita sarebbe troppo ardua. Una caduta che sarebbe solo una parvenza di appagamento.

mercoledì 21 novembre 2012

Devo abituarmi. Abituarmi a non ricevere il tuo buongiorno, a non ricevere la tua buonanotte, a non sperare che sia tu quando mi arriva un messaggio. Abituarmi a non aspettare che arrivi il momento in cui ti chiamerò, abituarmi a non vedere l'ora di stare insieme a te. Devo abituarmi a tante cose.
Com'è possibile che due settimane fa dormivamo abbracciati e ora siamo così distanti? Voglio morire...

domenica 18 novembre 2012

sabato 17 novembre 2012

Perché? Perché neppure provarci? Perché precluderci così una possibilità, la possibilità di continuare a stare insieme? Come facciamo? Io non ci riesco, io non lo accetto, non ce la posso fare. Non è un discorso logico, non ha senso, non va bene. Mi devi spiegare, dobbiamo parlare, dobbiamo chiarire, perché a me non sta bene. Non puoi farmelo, io mi sto logorando, ho il cuore lacerato, non puoi farmelo, non tu. Ti prego.

sabato 10 novembre 2012

Please don't take my sunshine away...

Lo vedi? Sto già piangendo, non riesco a trattenere le lacrime. Perché ci penso, in continuazione, e ogni volta che sto con te non riesco a capacitarmi di come sia possibile che tutto ciò debba arrivare ad una fine. Non lo capisco, non lo accetto, non lo voglio. Come puoi andartene? Come puoi farlo, come puoi abbandonarmi così, dopo tutti questi baci, dopo tutte queste carezze, questi sorrisi, questi abbracci? Come fai? Non va bene, si dovrebbe vietare, non si può permettere che un cuore soffra in questo modo. Perché è andata così? Perché la vita si diverte così tanto a fregarti? Perché questo, tutto?
Mi manchi, mi manchi già, mi mancherai, mi mancherai da morire...

mercoledì 31 ottobre 2012

Ci troverà insieme...

Ma forse non te ne rendi conto, eh? È così? Forse non ce ne rendiamo conto entrambi. Forse siamo in balia di qualcosa più grande di noi, forse stiamo partorendo qualcosa che non comprendiamo, e che alla fine ci ritroveremo fra le mani, e farà male. Siamo due creature prede della tempesta in arrivo. Piacere e dolore che crescono ugualmente di pari passo.
Come vorrei non dovesse mai succedere...

sabato 27 ottobre 2012

"[...] muoio anche io."

Come vorrei che non crescessi mai. Come vorrei che non perdessi mai l'innocenza che ti caratterizza, quella brillantezza che ti illumina gli occhi, che ti disegna così facilmente il sorriso sul volto, che ti fa entusiasmare con così poco, che ti fa scalpitare, dimenare, muovere come se un brivido costante ti percorresse tutta. Come vorrei che non dovessi affrontare tutto quello che ti toccherà, che non dovessi raggiungere il momento della disillusione, quando aprirai gli occhi e ti renderai conto che no, non è come pensavi. Che il Sole spesso non è così lucente, che la pioggia potrebbe a volte accompagnare la tua malinconia, che le lacrime sono più preziose di quanto tu credessi.
Ma io sarò sempre al tuo fianco, piccola mia. Anche se vorrei che quel momento non arrivasse mai, che non crescessi mai, ma proprio per questo io ci sarò, e ti amerò fino alla fine.

giovedì 25 ottobre 2012

And you're like...

Io non lo so cosa mi fai, e come fai. So solo che quello che mi fai, non me l'ha mai fatto nessuno. E ogni volta è qualcosa di nuovo, una nuova emozione che scopro, un rafforzarsi di colpi di cuore, un insieme di respiri scostanti e altalenanti. Mi prendi tutto con quel sorriso di cui solo tu sei capace, quegli occhi che dicono così tanto e quelle mani che non vorrei abbandonare, quei baci che annullano il tempo, quel contatto che mi sussurra "stai toccando l'eternità". Come hai fatto a entrare nella mia vita, così silenziosamente, per poi urlare e dimenarti e sconvolgermi tutto? Guarda, non riesco neppure a scrivere decentemente quello che vorrei dire, tanto quello che provo è indefinibile, è dinamico, forte, veloce, acqua, aria, magma bollente.
Tu mi fai così tanto, e io ho paura del domani, di ciò che era già scritto quella sera, ma che abbiamo ignorato. Arriverà, ma nel frattempo stringimi la mano. Abbracciami.

lunedì 15 ottobre 2012

Quanto fa male veder soffrire le persone che ami? Assistere, come uno spettatore a cui non piace lo spettacolo, ma a cui vi è costretto? Che tenta di salire sul palco per modificare la scenografia, cambiar di posto agli attori, rivoltare il copione, ma non è autorizzato a farlo. Quanto fa male? Quanto. Fa. Male.

martedì 18 settembre 2012

No one ever said it would be so hard...

È difficile, così straordinariamente difficile che non riesco nemmeno a concepirlo. Eppure non ci dovrebbe volere tanto ad affilare due parole, no? Due parole contante, cristo. E invece. Invece ci vuole tanto. Continuo a ripetermi nella testa che andrà bene, che capiranno, che mi capiranno, che non ne uscirò battendo la porta e scoppiando in lacrime, pentendomi d'averlo fatto. Ma quando arriva il momento che sembra perfetto, mi prende l'ansia, mi prende la paura, e mi blocco, e mi dico che non posso farlo, che non è il momento, che devo aspettare. Ma aspettare che cosa, cosa? Non devo aspettare un cazzo, lo so, ma se poi va male? Se tutto s'incrina e la vita diventa un inferno? Io non so che fare, sto per scoppiare. Voglio farlo, devo farlo, per me, ma il rischio è così grande... E mi sento così solo in questo momento...

venerdì 3 agosto 2012

Please don't make this harder.

Non lo pensavo, credevo fosse facile, lo era, lo sembrava, e invece no, e invece mi manchi, mi manchi tanto... Mi manca il buongiorno, la costanza, l'idea, l'abbraccio, la voce, la pelle, il profumo. Tu vai avanti, tu puoi andare avanti, io no. Tu sei qualcosa, io no. Vorrei condividere le tue cose, esserci, essere lì con te, e invece no... Non c'è posto per me, non ce n'è più... Piango, ancora piango, perché mi manchi, mi manchi tanto... Mi manchi tanto...

domenica 8 luglio 2012

Estintore cinque.

Semplicemente, il momento in cui la tua mano prende la mia, la tocca, la stringe, l'accarezza. Semplicemente per quel momento, io farei qualsiasi cosa.

giovedì 28 giugno 2012

È impressionante quanto basti poco. Uno sguardo, la tua voce, un sms, una carezza, una chiamata persa. Basta davvero poco per rimettermi in piedi, se sei tu a farlo. E basta davvero poco farmi riprendere a camminare, se sei tu a farlo. Basta davvero poco perché quei baci rimangano sulla mia pelle e resistano al vento e all'acqua.

What I resist persists and speaks louder than I know.
What I resist you love, no matter how low or high I go.

venerdì 22 giugno 2012

Riciclo pensieri.

Ultimamente, la mattina mi prende il male di vivere. Quei momenti in cui, non dico che vorrei morire, ma spegnermi, sì. Fermare tutto, bloccarlo, spegnere ogni cosa. Resettare? È il tempo che fa male, che corre troppo, troppo velocemente, e non mi dà modo di metabolizzare come vorrei le cose che avvengono, le emozioni e le sensazioni che provo, i pensieri che in continuazione la mia mente partorisce. Vorrei dirgli, "Ehi, ferma un secondo, fammi capire", e non appena capisco, può ripartire. Mi sembra di essere al centro esatto di una circonferenza, sul cui perimetro si muovono le mie preoccupazioni, le mie ansie, le mie paure, le mie incertezze. Tento di assemblarle in modo che raggiunga un equilibrio, ma è come correre lungo un asintoto irregolare, che in certi punti vira di colpo e mi fa stramazzare a terra. Voglio tante cose ma non voglio niente. Voglio certezza, ma non posso raggiungerla se non attraverso un oceano di incertezze.

lunedì 11 giugno 2012

Macbeth.

Aspetto con ansia quel momento a fine giornata in cui ti chiamo e ti parlo. Ti racconto di ciò che è stato di me quel giorno, di cosa ho fatto, di quel che è accaduto, delle mie rabbie, delle mie gioie. E tu lì, dall'altro capo, che ascolti interessato, che mi fai domande, che ti arrabbi insieme a me, che gioisci insieme a me. E sorrido riponendo il cellulare.

venerdì 8 giugno 2012

Prova a dire che non esiste questo, coglione!

Penso di essere giunto ormai. È così, l'ho sentito. L'ho sentito stasera, sulla porta, mentre ti baciavo, mentre ti abbracciavo, mentre cercavo di appagare invano la mia fame di te, l'ho sentito. Ho sentito che manca pochissimo. Sì, tesoro mio, pochissimo. Mi sto innamorando di te.
Le cicale cantano fuori dalla finestra. Gocce di sudore imperlano la mia fronte. Il video scorre. Le emozioni si accavallano l'una sull'altra.
Sì, tesoro mio. Mi sto innamorando di te.
Di te.

mercoledì 6 giugno 2012

384

Ok, quindi che si fa? Ci vediamo?
Fa' in modo che ci vediamo.
Ho bisogno di fare l'amore.
Con te.
Fa' in modo che ci vediamo.

sabato 2 giugno 2012

Sbocciavan le viole.

Ieri sera ho avuto un momento di "distrazione affettiva". Come se quello che provassi per te non fosse abbastanza, come se volessi provare di più, volessi sentirmi più trasportato. Per un attimo mi sono sentito deluso, scontento, perché mi sento così, che succede.

Poi oggi. Oggi ti ho sentito. E sai, sarà bastata una manciata di secondi. La tua voce che passa attraverso il cellulare, che giunge nel mio orecchio, vi s'infila e mi percorre tutti i neuroni e le vene e le arterie, e arriva dritta dritta al cuore. E il cuore si sveglia, di sobbalzo, rapidissimo. E dopo quei nanosecondi in cui tutto riprende a circolare, gli occhi si addolciscono, le labbra si dispiegano, un sorriso nasce.

E non muore.

sabato 19 maggio 2012

Welcome kiss.

Mi fa star male non sentirti, non ascoltare la tua voce, almeno una volta al giorno. Attendo quel momento come se fosse l'unico della giornata in cui posso concretizzarmi, in cui posso aggregare tutti gli atomi che mi compongono e diventare me. Prima, sono disgregazione, sono dispersione, moltitudine. Dopo, sono io, sono interezza, completezza, totalità. Fino a quando non mi disperderò di nuovo. Fino a quando non mi aggregherò di nuovo, con le tue parole, con la tua voce.

Non credo manchi tanto, sai? No, non manca tanto.

sabato 12 maggio 2012

Gelato, panna e fragole.

Ti sei mai guardato? Hai mai guardato la fisionomia dei tuoi occhi, il loro colore, come sorridono? Hai mai notato la morbidezza della tua pelle, o la facilità con cui le dita nuotano nei tuoi capelli? E hai mai assaggiato la grazia delle tue labbra?

Ti guardo, e mi fermo. Sei tu, tu, solo tu. E sei bellissimo. Bellissimo. Ti abbraccio, e sei bellissimo. Mi parli, e sei bellissimo. Ti muovi verso di me e sei bellissimo. Qualsiasi cosa fai, sì, sei bellissimo.





mercoledì 2 maggio 2012

Tè alla cannella.

Mi piaci quando mi apri la porta e hai la barba incolta, i capelli arruffati, perché non t'importa, sei a casa, e mi dai un bacio che è ormai abitudine, ma non mi stanco di stringerti a me mentre lo fai.
Mi piaci quando vieni da dietro e mi cingi il ventre con le tue mani e il tuo respiro si appoggia caldamente sul mio collo, e ti sento, vorrei fosse per sempre.
Mi piaci quando siamo sdraiati dopo l'amore e mi appoggio a te, sul tuo petto, o mi muovo verso la tua nuca e tu ti chini verso di me, e ti accarezzo i capelli, sento il tuo profumo, e penso che è pace, che sono in pace, lì con te.
Mi piaci e penso che il tempo che stiamo insieme non è mai abbastanza, non ne sono mai sazio, ho continuamente fame.  



lunedì 30 aprile 2012

Momenti di lucida non-lucidità.

Sulla morte, senza esagerare

Non s'intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.

Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.

Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.

Occupata ad uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.

Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!

A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.

Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.

La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.

I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.

Chi ne afferma l'onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.

Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.

La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.

Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

***

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d'ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.

***

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno ‘scusi’ nella ressa?
Un ‘ha sbagliato numero’ nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(W.S.)

domenica 29 aprile 2012

The road is long, we carry on.

Sai quando si dice che la felicità è fatta di piccole cose? Ecco, io non ci ho mai creduto più di tanto; non ho mai creduto, soprattutto, che esista la felicità come emozione concreta: piuttosto, è fatta di attimi, di istanti e momenti fuggenti, di cui hai appena il sentore quando arrivano ma che già sono andati via.
Eppure, a volte metto in dubbio questa convinzione. Ad esempio, quando è sera, quando mancano poche ore a che tu ti metta a letto, stanco e sollevato, e pensi che non ci sia cosa più bella del prendere il lettore e mettere le cuffie alle orecchie, e ascoltare la musica, la tua musica, quella che ti accende l'anima. Può succedere di tutto quella sera, può crollare ogni cosa, può frantumarsi ogni cosa, spezzarsi tutto, ma l'idea che di lì a poche ore tu starai bene, benissimo, ti prende e ti porta a qualche centimetro da terra.

E se poi ci sono i tuoi occhi e la tua voce, be', potrebbe mai la serenità che mi abita nel cuore fare le valigie e andarsene?

giovedì 26 aprile 2012

Buonanotte a voce.

Hai presente i momenti in cui non ci vediamo, in cui non stiamo insieme?
Ecco, a me sembrano solo un lasso di tempo, un'attesa tra l'ultima volta in cui siamo stati insieme e la prossima in cui lo saremo. Un'attesa impaziente, che mi pesa addosso, che voglio finisca al più presto.
E poi sì, poi finisce, e stiamo insieme, e scordo tutto, e sono con te, e non voglio aspettare più.
Ma tornerà l'attesa.
Ma tornerai anche tu.

lunedì 23 aprile 2012

Say you'll remember.

Questi sono i momenti in cui mi rendo conto di quanto, spesso, io abbia poca percezione di quello che sono, di quello che dico, di quello che faccio e, soprattutto, di quello che provochi nelle persone. Purtroppo mi rendo conto che a volte ho troppa sicurezza di me stesso, credo di essere nel giusto e non vedo al di là. Presuzione, sì. E pensare che una volta non era così. Ma a questo può portare la troppa sicurezza di se stessi. E sbaglio, sbaglio, eccome. Devo mettermi più spesso in discussione.

Mi dispiace, mi dispiace davvero per averti ferito, per averti fatto pensare che non m'importasse, che avessi scansato la cosa così semplicemente, che non mi fossi fatto alcuno scrupolo. Non lo volevo. Non volevo che pensassi questo, non volevo che capissi questo, non volevo soprattutto intendere questo, mai. E mi fa male, ancora.

Però ho potuto adesso capire quanto tengo a te, e quanto tu tieni a me. E queste lacrime significano qualcosa, non sono inutili.

Ti voglio bene.

giovedì 19 aprile 2012

20:49

Che sarei buono persino se non facessi nulla...
Che sarei buono persino se non fossi approvato...
Che sarei buono se mi ammalassi e stessi male...
Che sarei buono persino se guadagnassi dieci sterline...

Che starei bene persino se andassi in bancarotta...
Che sarei buono se perdessi i miei capelli e la mia giovinezza...
Che sarei grande se non fossi più re...
Che sarei grandioso se non sapelli nulla...

Che sarei amato persino quando intorpidisco me stesso...
Che sarei buono persino quando sono oppresso...
Che sarei amato persino quando stessi fumando di rabbia...
Che sarei buono persino se mi stessi avvinghiando...

Che sarei buono persino se perdessi la salute...
Che sarei buono...
Con o senza di te.

Ma scelgo di esserlo con te.


Persino se guadagnassi dieci sterline.

Ci sono tantissime cose che mi buttano a terra, che mi annientano, che soffiavano via qualsiasi barlume di serenità che con difficoltà ho acceso dentro me stesso. Sono tante, tantissime, e mi fanno paura. Ma poi sento te. Parlo con te. Vedo te, sono con te. E in qualche modo, non so come, quelle cose rimpiccioliscono, le loro urla si attenuano, i loro aghi divengono petali, e io non le sento più. Come ci riesci, non lo so. E non lo voglio sapere.

Domani insieme. Sempre insieme. Io e te.

martedì 17 aprile 2012

That I would be good if I got and stayed sick.

Lo so che non sono perfetto, che non sono esattamente quello che vuoi tu. Ci provo a non avere difetti, a far scorrere le cose lisce e senza intoppi, ma non ci riesco. Non credo sia nella mia natura. Sta a te accettare o meno la cosa. Ma quegli occhi e quelle mani parlano da soli. Vorrei essere lì vicino a te, appoggiare la testa sul tuo petto e rilassarmi con le tue dita che toccano morbide i miei capelli, in una luce corallo che ci illumina il sorriso.

Mi basta.

mercoledì 4 aprile 2012

You, on my skin.

My heart is in your hand, and yet you never stand close enough for me to have my way...

To kiss but never be the object of your desire...

You're to have, not to hold... to break my heart...

Do I know you from somewhere?
Why do you leave me wanting more?
Why do all the things I say sound like the stupid things I've said before?


...

Non-sostanza.

Ci siamo amati fra le radici degli alberi, abbiano contato insieme le foglie che crescevano sopra di noi, i raggi della luna hanno illuminato le nostre labbra che si cercavano.
E vorrei, vorrei che non fosse andato tutto perduto.

Ho perso il conto, torniamo lì, ti prego.
Voglio rivedere il cielo che si rispecchia nei tuoi occhi.
Voglio che i tuoi occhi guardino i miei, ancora e ancora.

Ho scansato la cosa, sembrava facile. Adesso non gettarmi via. Ho bisogno della tua voce, delle tue braccia, del fumo che aleggiava intorno a noi con circospezione, mentre attendevamo.

martedì 3 aprile 2012

Freschezza di una passione.

Mi permetterai di rivedere quei tuoi occhi, quegli occhi che rubano tutta la luce che li circonda e che mi gettano nel buio più profondo? Buio che posso solo amare, accarezzare, baciare, perché ci sei anche tu con me.

Me lo permetterai?

domenica 1 aprile 2012

Corsi a vedere il colore del vento.

Ebbene sì, è così. Ho pianto. Per te? No, ma per la situazione che tu hai creato, per il vuoto che mi hai partorito dentro, per la fiamma che mi hai riacceso, così velocemente, così improvvisamente. Ho chiuso la porta, ho gettato via gli occhiali, mi sono buttato sul pavimento freddo e ho preso la mia testa fra le mani, mi sono preso i capelli, li ho tirati, ho sentito il dolore, ma non era, non era più forte di quello che avevo nel cuore. E poi il telefono, l'ho cercato, ho tentato di chiamare, ho parlato con voci rassicuranti, le lacrime sono salite. Ma poi mi sono calmato, ho preso coscienza di me e della situazione, ho accoltellato le mie ansie e le mie paure, le ho gettate nel fiume e ho risalito la montagna. Ora sto guardando dall'alto l'orizzonte e vedo tante possibilità e opportunità. Ma per quelli come te non c'è posto.

mercoledì 28 marzo 2012

Blu.

Devo ancora capire dove sbaglio. Forse sta nel fatto che voglio sentirmi rassicurato. Anche soltanto dalle apparenze, dalle mie opinioni, da ciò a cui voglio credere. Cose che, insomma, potrebbero corrispondere alla realtà come potrebbero non farlo. Eppure, quando sono rassicurato in questa maniera, mi sento tranquillo, apposto. Ah, va bene, allora è okay, non c'è problema. Ma che dico? Ma quando mai? Le cose non potrebbero cambiare? E infatti poi cambiano. E allora sono stupido io. Magari, invece, quando non sono rassicurato, le cose vanno come voglio, a scapito di quanto ritenessi. Ma in fondo ci speravo.

E anche con te, ci spero. Non so il perché. In fin dei conti, non è nulla di eccezionale quello che c'è fra me e te. Ma voglio credere, mi piace credere che possa nascere. Forse sbaglio nel voler accettare tutto, nel voler farmi andare bene ogni cosa. Ma dopotutto, posso fare diversamente?

Domani ci vediamo. Il bacio però non te lo mando.

sabato 25 febbraio 2012

Velenosottopelle.

Mi spaventa sempre di più la velocità, la facilità e il dinamismo con cui le cose, le situazioni, i pensieri e i progetti cambino. Un attimo, e tutto ciò che prima pareva una sicurezza scompare e viene rimpiazzato dall'esatto opposto. È un continuo crescendo, un andare oltre, sempre più. Ma fin dove? E se, mentre i miei pensieri e i miei progetti volano in alto, io, nella mia realtà, nella mia concretezza, rimango ancorato qui, a guardarli e a sognarli da lontano?

In neppure due settimane mi si è quasi rivoluzionata la vita. Mi si è improvvisamente aperto un mondo, che velocemente si è poi richiuso. Sto tentando di tornare dentro, ma è difficile. E mi viene da pensare che forse sarebbe stato meglio se quel mondo io non l'avessi visto per niente; non soffrirei ora che non ci vivo più. O forse è meglio che io l'abbia vissuto sulla mia pelle, cosicché quando quella porta si riaprirà io sarò perlomeno un minimo pronto. Sì, ma quando si riaprirà? Troppo tardi probabilmente. Io non voglio aspettare.

Francamente, vaffanculo.

giovedì 23 febbraio 2012

Desire is hunger.

Sempre più spesso mi ritrovo a pensare all'estate: al Sole, al calore, alla luce alle 8 di sera, ai campi di grano, ai fiori, ai frutti. Oppure mi capita di pensare a quei pomeriggi primaverili malinconici in cui il Sole scendeva lentamente oltre le montagne e gettava qualche spiraglio di luce sui muri della casa. La porta veniva lasciata aperta e qualche brezza fresca girovagava fra le stanze. Poi penso a te, e vorrei averti qui. Vorrei vivere questi momenti con te, ma tu non ti lasci capire. Sto sbagliando io? Vorrei un po' più di chiarezza. Non vuoi darmela, evidentemente. Pazienterò. Spero solo che tutto ciò abbia un senso. Decisamente non vorrei che tutto dovesse finire come tema possa fare. Ma il dubbio viene, cosa posso farci? E se fosse, che faccio? Ho superato il momento peggiore, ma ciò non toglie che soffrirei. È che ho capito che non posso vivere senza queste emozioni e... cazzo, non puoi farmi una cosa del genere, no?! Senti, aspetto, okay? Però spiegami poi. Devi farlo.

lunedì 20 febbraio 2012

So I can love, love, love...

Io lo so. Io lo so che devo smetterla di viaggiare con la mente. Io lo so che devo smetterla di fare congetture, di costruire sogni su sogni, di immaginare castelli colorati e luminosi. Io lo so, ma non ci riesco. E basterebbe un nonnulla per far crollare tutto, e lo so. Ma io non ci riesco.

Fa' una cosa. Smettila di sorridere.

domenica 19 febbraio 2012

M'imbarcherò sul mare.

Inadeguato. Fuori luogo, fuori posto. Ma che ci faccio qui? Perché questa barriera? Perché questo nodo allo stomaco che non riesco a sciogliere? Non ce la faccio a stare con loro, con persone che non sanno, che non hanno consapevolezza, coscienza, conoscenza. Vivo nella menzogna. Sono menzogna. Mi vergogno. Mi disgusto. Vado contro me stesso. Sono arrabbiato, nervoso, ansioso.
Ho bisogno di quegli occhi che mi capiscono, di quelle orecchie che sanno ascoltarmi, di quelle parole che mi sorreggono il cuore. Perché sono così poche? Perché è andata così? Poteva andare diversamente, forse?
Sto male. Malissimo. Finirà, arriverà a un punto di fermo, di stop, sì. Poi? Ho paura del poi. Ma sarà così, dovrà essere così.

Ho paura. Abbracciami.

sabato 18 febbraio 2012

Il Sole nel ruscello.

Che cos’è stato? Un incontro. Soltanto? No. Non è vero. E lo sai. Che ci faceva quello splendore nei tuoi occhi? Perché ne aveva preso il posto? E quel sorriso che mi ha lacerato la luce della stanza? E poi, le tue parole, la tua voce, il tuo tono rassicurante e calmo, liscio, pacato, senza increspature. Meraviglioso. E quel maglioncino grigio, quelle spalle da cingere, quelle braccia da accarezzare. Cosa mi hai fatto? Dimmelo. Anzi no, non farlo. Perché non lo sai. Io non lo so. Ma è meglio così.