Sono stati tempi difficili
E quando piove, piove su di me
Il cielo si apre totalmente
E quando piove, piove a dirotto
Cammino da sola, aggredita, pare,
Da lacrime dal paradiso
E, tesoro, non riesco a non pensare
Che quelle lacrime siano tue
Il nostro amore selvaggio venne dall'alto
E più selvaggio ancora è il vento che geme
Come una voce che sa che è andata
Perché, tesoro, tu sei morto e, be', io ho pianto
Ma me la caverò
Saluterò il nostro amore
E ti manderò un sorriso
E andrò avanti
Quindi, tesoro, addio, tutto andrà bene
E poi tutto sarà apposto
I bambini cresceranno
Forti e felici, stanne certo
Perché il nostro amore fluisce
E il grano ancora cresce
E Dio solo sa che ci è stato dato
Quanto può il nostro cuore sopportare
Ma non so perché
Ma quando piove, piove su di me
Il cielo si apre totalemente
E quando piove, piove a dirotto
Ma guardo in alto e un arcobaleno appare
Come un sorriso dal paradiso
E, tesoro, non riesco a non pensare
Che quel sorriso sia il tuo
martedì 20 maggio 2014
martedì 29 aprile 2014
I'm sick of trying.
Certain things turn ugly when you think too much.
Quanta semplice dilaniante verità. E quanto non riesco a comprendere ciò che vuoi dirmi, non dicendomi, non alludendo, non mostrando quell'iniziativa che mi farebbe sorridere e farebbe tornare a splendere quelle certain things. Non ti capisco, non lo capisco, a volte tutto mi sembra chiaro ma poi ogni cosa ricade in un baratro che non so gestire, che non so aprire, che non so illuminare. Un baratro in cui ritrovo te stesso, lì in fondo, e che vuoi dirmi, non mi dici nulla. E io cosa devo fare? Perché mi freni? Perché ti freni? Non ho più voglia di viaggiare con le cinture allacciate. Voglio godere appieno di te. Voglio godere appieno di noi. Ti prego, permettimelo.
Quanta semplice dilaniante verità. E quanto non riesco a comprendere ciò che vuoi dirmi, non dicendomi, non alludendo, non mostrando quell'iniziativa che mi farebbe sorridere e farebbe tornare a splendere quelle certain things. Non ti capisco, non lo capisco, a volte tutto mi sembra chiaro ma poi ogni cosa ricade in un baratro che non so gestire, che non so aprire, che non so illuminare. Un baratro in cui ritrovo te stesso, lì in fondo, e che vuoi dirmi, non mi dici nulla. E io cosa devo fare? Perché mi freni? Perché ti freni? Non ho più voglia di viaggiare con le cinture allacciate. Voglio godere appieno di te. Voglio godere appieno di noi. Ti prego, permettimelo.
sabato 26 aprile 2014
#LaTristesse
Cristo, ma è possibile che, anche quando ho ciò che voglio, lo stesso le cose devono andare in un altro verso? Sono io che ho troppe aspettative? Ma come faccio a non averne?! Dio che palle. Non riesco mai ad avere pace, ho sempre il cuore affollato da mille paure e mille angosce. Quanto deve ancora passare, quanti giri devono ancora fare le lancette, prima che possa amare "la vita, Londra, quell'attimo di giugno"? Sono stufo. E non venite a dirmi che pretendo troppo, o che devo accontentarmi, perché so quali sono i miei limiti, e so di non averli superati.
venerdì 18 aprile 2014
"Ho sempre capito tutto, meno la morte".
Costantemente ho cercato le tue parole, e le tue pagine, quelle che scrivevi sporcandoti, e immaginando, andando sempre oltre ciò che possedevi. Ho cercato sempre tutto ciò che hai creato, quel mondo magico in cui tutto pare dilatato, in cui gli amori riescono a sbocciare e a resistere, a cadere, a uccidere, dove le solitudini vagano, quelle anime fragili che hanno vissuto con te, amico fragile, e che tu hai reso per sempre immortali. Ti ho sempre ricercato alla luce del giorno, all'aperto, nel tepore del pomeriggio estivo che va morendo, seduto sulle scale; lì aprivo le tue pagine e m'immergevo, mi tuffavo senza esitazioni in quel mondo luminoso che tu solo riuscivi a creare, che tu solo alimentavi sempre con quelle parole, frutto delle magie del Sole. Quando penso a te, Gabo, quando penso alle tue opere, ai personaggi che le affollano, a Macondo, penso alla luce, sempre. E alla serenità e a quell'amore, roccia ferma, forza indomabile, creatrice e distruttrice di ogni cosa, che non riesco a trovare da nessuna altra parte. Le tue opere sono eterne, e tu vivi in esse, eterno, sempre, fin quando ci sarà ancora qualcuno che troverà conforto nell'Amore che hai saputo donare al mondo.
Macondo è un rifugio, Macondo è una terra misteriosa, Macondo è la meraviglia dell'essere soli, ma soprattutto Macondo è la tua Casa. Lì, sempre, riposa.
Macondo è un rifugio, Macondo è una terra misteriosa, Macondo è la meraviglia dell'essere soli, ma soprattutto Macondo è la tua Casa. Lì, sempre, riposa.
Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto."È vero" le rispose lui, "ma farai bene a non crederci".
giovedì 20 marzo 2014
La luce asettica.
Cosa è cambiato e cosa, invece, è rimasto immutato? Quanto ancora ho, quanto ancora possiedo dentro di me di quei momenti, di quegli istanti in cui camminavo con un pugnale nel cuore, e quanto è invece svanito col procedere innanzi delle lancette? Tutto pare immutato, quando mi volto e rivedo i momenti in cui quella luce mi circondava, il silenzio della sera lungo le passeggiate, e le scritte e le finestre e il buio oltre i vetri. Nulla è mutato e ogni cosa ancora possiedo se mi fermo anche solo un attimo a ricordare quanto marcio fosse il mio respiro ogni volta che, guardandomi allo specchio, vedevo la deformità al posto dei miei occhi. Non dimentico ed è impossibile farlo, ma il ricordo di quei silenzi bianchi a volte mi colpisce alle spalle. E quanto è cambiato e quanto è servito? A nulla, mai, dividere i tempi.
sabato 1 marzo 2014
Morsa.
Inadeguatezza.
E nodo alla gola, un pugno continuo allo stomaco.
La stanchezza di un respiro, di un riso forzato.
L'abitudine. L'orrendo ritorno, perpetuo.
Liberazione, o parvenza: quando?
E nodo alla gola, un pugno continuo allo stomaco.
La stanchezza di un respiro, di un riso forzato.
L'abitudine. L'orrendo ritorno, perpetuo.
Liberazione, o parvenza: quando?
martedì 25 febbraio 2014
My Joni.
Marcie in un
cappotto di fiori
Entra nel
negozio di caramelle
Le rosse
sono dolci, le verdi sono aspre
Ancora
nessuna lettera alla sua porta
E così
laverà le sue tende fiorate
Le appenderà
al vento ad asciugare
Spolvererà i
suoi tavoli con la sua camicetta
E saluterà
un altro giorno che va via
Il rubinetto
di Marcie ha bisogno di un idraulico
Il dolore di
Marcie ha bisogno di un uomo
Il rosso è
l’autunno, il verde è l’estate
I prati si
stanno trasformando
E la sabbia
lungo le spiagge dell’oceano
Guarda su
verso il cielo vuoto
Marcie
compra una busta di pesche
Ferma un
postino che passa
E l’estate
se ne va
Cade sul
marciapiede come carta a filo marrone
L’inverno
soffia
Su al fiume
non c’è nessuno che la porti al mare
Marcie
indossa abiti pesanti, sta nevicando
Prende un
taxi su in città
Al rosso ci
si ferma, al verde si riparte
Vede uno
spettacolo e torna indietro a viaggiare lungo il fiume Hudson
Dopo il
cantiere navale, al freddo
Ancora
nessuna lettera è stata consegnata
Ancora i
giorni d’inverno si dispiegano, come riviste
Svanendo in
attici e cantine grigie e polverose
Fai un sogno
Sogna fino
all’estate scorsa e senti come lui le dice
Aspettami
Marcie se ne
va e non ci dice
Dove o
perché si sia trasferita
Il rosso è
rabbia, il verde è gelosia
Questo è
tutto ciò che aveva da dire
Alcuni hanno
creduto di averla vista domenica
Davanti le
vetrine a fare shopping, nella pioggia
Alcuni hanno
sentito che abbia comprato un biglietto di non ritorno
E che sia
andata ad ovest di nuovo
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