venerdì 21 novembre 2014

Ai maschi innamorati.

Credo proprio di aver trovato la mia dimensione.
La mia stanza, la mia casa; le cene preparate da solo con una bottiglia di birra e gli schiamazzi davanti la scuola.
Le persone che conosco, le serate nuove; Paola, la nostra amicizia, la sua presenza costante.
Lui, lui che mi fa riscoprire emozioni che erano sopite da troppo tempo, lui che sta diventando la mia quotidianità, e le nostre notti assieme.
E Roma, Roma: piazza Bologna, i giardini, i viali, le ville, i sampietrini, la metropolitana. Quanto mi stai donando, Roma.
Tutto questo. Ogni cosa.
Serenità. Finalmente.

sabato 8 novembre 2014

"Via di qua, intrigate, rodetevi... A me di voi non importa niente."

Due pesi, due misure.
Quanto fa male. Una pugnalata nello sterno. Un pugno nello stomaco.
Ma sopporto.
E vado via.

It takes a lot [...] to know and love what you live with.

domenica 26 ottobre 2014

Gioia. Sì, la gioia!

Alle dieci del mattino
Stavo ridendo di qualcosa
Al terminal dell'aeroporto
Alle nove di sera
Ero seduto a urlarti al telefono
Mentre passavamo il confine da uno stato all'altro
Riempito di persone con cui non sarei mai riuscito a relazionarmi
E ci siamo fermati un istante a un ristorante lungo la strada
Dove la cameriera era seduta fuori a fumare nella sua macchina
Aveva quello sguardo di totale paura negli occhi
E come guidammo via da lì, mi guardò
E sorrise

Continuo a correre di qua e di là
A cercare di trovare un terreno fermo
Ma la mia testa è nelle stelle
E i piedi sono nel cielo
Be', sono il bambino di nessuno
Sono il ragazzo di tutti
Sono la regina del niente
Sono il re del mondo

E una volta mi hai ben chiesto quale fosse la mia paura più grande
Che le cose sarebbero sempre rimaste così poco chiare
Che un giorno mi sarei svegliato tutto solo
Con una grande famiglia e un vuoto nel profondo delle mie ossa
Che sarei stato così cieco, diventato sordo
E che la mia risata falsa sarebbe improvvisamente sembrata sincera

No, non sono nato per qualcosa
Non sono nato per dire qualcosa
Oh, sono solo qui e presto me ne sarò andato
Sono il bambino di nessuno
Sono il ragazzo di tutti
Sono la regina del niente
Sono il re del mondo

Ora ogni giorno c'è un breve intervallo
Mentre dormo cominciano a offuscare le luci
Ma ho visto tutto ciò che ho sempre voluto vedere
Urlando "Fuoco!" in un teatro alle persone che si siedono
Vederli andare tutti giù come una pietra in un ruscello
Se cadi per il tuo riflesso affogherai in un sogno

Dimmi qualcosa di reale
Dimmi qualcosa di vero
Voglio solo sentire che c'è ancora qualcosa che posso fare
Ma sono il bambino di nessuno
Sono il ragazzo di tutti
Sono la regina del niente
Sono il re del mondo

lunedì 20 ottobre 2014

I need you so much closer.

Mi apro. Voglio farlo totalmente. Voglio dire con parole chiare quello di cui ho bisogno, ciò di cui sento un'immane mancanza. Ed è un ragazzo. Quello che mi manca è la figura di una persona particolare che stia al mio fianco, costantemente. Una persona che mi ami e, soprattutto, una persona che io ami. Perché sento di avere così tanto, così tanto da dare, e sono stanco di riversarlo nella musica, nella scrittura, nei momenti spesi dinanzi alla finestra a sognare di qualcuno e qualcosa che non ho. Perché sento che in questi anni ho solo abbozzato qualcosa, che sarebbe potuto divenire di più, ma che non l'ha fatto - per circostanze, per colpe, per ostacoli insormontabili. Vorrei qualcuno che diventi parte di me, che entri appieno nella mia realtà, nella mia vita, nella mia quotidianità. Che con un messaggio sia a casa mia per pranzo, che rimanga il pomeriggio a fare l'amore in quel letto così piccolo, per poi abbracciarmi e dirmi "dai, studia un po', alla cena ci penso io"; e che rimanga a dormire. Qualcuno con cui entrare totalmente dentro all'essere in due, al pensare in due. Qualcuno con cui festeggiare il primo anno insieme, e il secondo, e il terzo. Qualcuno a cui gli altri pensano ogni volta che pensano a me. Qualcuno da presentare ai miei genitori. Qualcuno a cui penso ogni volta che ascolto una canzone d'amore. Qualcuno a cui essere vicino; che voglio vicino a me. Perché per quanto io sappia di bastarmi, ho quel vuoto dentro così grande che ho bisogno di riempire, e so anche che non chiunque può farlo. Ancora so che credo nell'amore, e che lì fuori ci sia qualcuno - quel qualcuno - che sta aspettando me, forse solo me. Mentre io scrivo di lui. Mentre io ascolto canzoni tristi, e non so a quale volto dedicarle.

venerdì 3 ottobre 2014

Franato.

Dire che tutto ciò mi è indifferente sarebbe una bugia, e io sarei un grande ipocrita; nonostante forse quasi mi sforzi nel non provare nulla, so che non è così, non può esserlo. Perché tutte queste attenzioni con me non le hai avute, tutte queste foto a me non le hai fatte, tutti questi sorrisi così aperti a me non li hai mai donati. E sì; sì, mi fa un po' male. Non te ne faccio una colpa, non potrei: i sentimenti non si governano, non si dirigono. Però, comunque, quella scheggia acuminata, seppur piccola, mi ha punto, ne è uscito un po' di sangue. Ma passerà.

Questa continua corsa, incessante corsa in un sentiero di incertezze, di incontri dubbi, di conoscenze deludenti, di domande che non diminuiscono mai.
Lontano, ancora.

sabato 30 agosto 2014

Blame it all upon a rush of blood to the head.

Più vado avanti, più mi viene da pensare che con te sia stato tutto uno sbaglio, un'illusione, una cruda e sprezzante perdita di tempo. Ci siamo slegati troppo velocemente, e quello che ne è rimasto non fatica affatto per rimanere incollato alle pareti della memoria. E tu non fatichi affatto per ricordarmi che mi ricordi. E allora cosa abbiamo avuto? Accontentati così. Il peggio è per te. E nonostante tutto, un po' mi dispiace.

martedì 5 agosto 2014

Summertime.

Questa malinconia che affiora, che sale, lenta, e che mi prende, docilmente; la morsa è delicata, eppure si lascia sentire per tutto il corpo, aderendo a ogni centimetro di pelle, e quasi con piacevolezza brucia fino a raggiungere le vene, e lì corre fino al cuore, passando per lo stomaco, chiudendolo. È quella sensazione che trova vita nelle note, nella musica, e che mi guida attraverso i ricordi, quel passato che rincorro, ma che è sempre lì, irraggiungibile, quel passato che vorrei tornasse, ma anche quel passato che deve rimanere dov'è, ma che a volte mi manca. È quell'emozione che solleva i miei desideri, li pone dinanzi ai miei occhi e mi dice: "Guarda quanti ne hai ancora, guarda quanti ne devi ancora relizzare". E io che posso fare, negare? No. Posso solo assentire, in silenzio, girandomi dall'altra parte.
Mi giro dall'altra parte, ma so che non serve. Aspetto solo che passi, per potermi voltare e tornare ad avere lo sguardo libero.
Falsamente libero.