sabato 1 ottobre 2011

Now, forever.

Il vento libero soffiava. Il mare calmo e silenzioso mi osservava. Il cielo sopra di me mi cingeva.
Alzo le braccia e tutta quella natura, tutto quel sogno che è divenuto realtà mi entra dentro, velocemente ma senza sforzi, in maniera totalmente liquida e sciolta.
Riuscivo a sentire tutto quello che sempre avevo desiderato. Sentivo dentro di me rompersi un lucchetto e un ampio respiro, di libertà, inebriarmi tutto.

Ero dove sarei sempre dovuto essere, dove sempre sarò, d'ora in avanti.

Ero libero.


Saoirse.

venerdì 30 settembre 2011

I had to find you, tell you I need you...

Nobody said it was easy...
Oh, it's such a shame for us to part...

Nobody said it was easy...
No one ever said it would be so hard...

I'm going back to the start.


martedì 13 settembre 2011

"Crema, un po' di cioccolato... più crema però".

Un giorno perfetto. Uno spettro di emozioni immenso.

Una felicità immane. Un dolore gigantesco. Un sentiero, una via che li unisce, li esplora. Il facile, facilissimo, tramutamento in tragedia. Un attimo, quell'attimo, quel momento in cui il giorno diviene notte, la notte diviene giorno, il sole si macchia di sangue, e quel sentiero vola via.

Ci rendiamo mai conto di tutte le emozioni che possiamo provare? Realizziamo mai quanto possa essere forte quella sensazione allo stomaco, così forte da bloccarci, annullarci il pensiero, buttarci a terra? Lo capiamo? Lo capiremo mai? Comprenderemo mai l'enorme spettro di emozioni che possiamo provare? Così tante emozioni, emozioni così forti... che non le reggiamo. A volte riescono ad essere più forti, e a batterci.
L'incoscienza con cui viviamo ogni giorno e quell'angolo in cui gireremo che ci butterà a terra.

Allora, sarà un giorno perfetto.


venerdì 26 agosto 2011

Ogni lacrima è una cascata.

Non mi va di andare incontro, di nuovo, a delusioni di questo genere. A questi timori, a queste ansie, che mi prendono lo stomaco, lo annodano, che mi oscurano gli occhi e mi rubano il sorriso. Possibile che la storia debba ripetersi? Possibile che queste paure abbiano un fondamento?
Le certezze più solide, quando cominciano a crepare, a incrinarsi, graffiano il cuore. È uno splendido castello che viene minato alle fondamenta, iniziando a traballare, riducendo la sua sicurezza. Non posso fuggire dal castello. Devo riparare quelle crepature, ma da solo non ce la faccio. Voglio chiedere aiuto, ma lo posso domandare solo a chi a quelle crepature ha dato un motivo d'esistenza. Sono in un vortice, allora?
Dove andrò, che farò, con chi parlerò? Quelle crepe m'intimoriscono, sono preso dall'ansia.
Quando il riparo contro il mondo comincia a crollare...

Terra, vuoto di pensieri, incoscienza. Gioia.
Mi manchi.



lunedì 8 agosto 2011

L'acqua scopre il cuore nascosto.

A moment lost, forever gone.
Vivere la pesantezza di ogni attimo. Sentire, sulla pelle, sulle spalle, sul cuore, la gravità delle proprie paure, l'ansia dei propri timori, che aggrediscono e derubano l'anima di ogni sorriso. Timori che vedranno la luce? Paure che non saranno più oggetto di dubbi? Il tempo non passa mai, eppure passa. Ma la paura è al di fuori del tempo. E se si addormenta per un poco, può poi risorgere, più forte. E divorare la gioia che il cuore aveva partorito, speranzoso di aver seppellito per sempre l'ansia, e la paura, e il timore. Che tornano pesanti, gravi, mostruosi.
E se si ammazzasse il tempo? Se lo si prendesse per i capelli e gli si conficcasse un coltello nel cuore, lì, al centro, scamperemmo? O in quel momento tutte le paure confluirebbero in una sola, gigantesca, che definitivamente ci schianterebbe a terra?
Laviamo l'anima, laviamo il cuore. Affidiamoci al Sole che sorge e tramonta.
L'acqua scopre il cuore nascosto. E siamo salvi.

mercoledì 6 luglio 2011

Alina!

Alina. È un messaggio nella notte. Per Alina. Oh, Alina!
È come un paradiso sotto i piedi, Alina. Una luce che irrompe e che irradia tutto, ma è statica, è morente. È superficiale ma non la tocchi. La fragile bellezza di un cuore mortale. Ma noi siamo ciechi. Per Alina.
È una statua, Alina. Una statua sporca, con la testa china, di donna, che silenziosa soffre, ma il suo viso non trasmette dolore. È un angelo che muore. Un angelo di dolore che piange ma non lacrima, e le sue ali si addormentano sulla sua tomba fatta di vuoto.
Alina è un messaggio nella notte, un albero prossimo alla morte in un immenso prato ricoperto di fredda neve. Alina è la notte, è il rumore delle automobili che corrono lungo le strade alle luci pigre dei lampioni, è un silenzio così rumoroso e invadente che non riesci a pensare.
Alina è il crepuscolo di un giorno, la fine di qualcosa... e la contemplazione di essa. Alina è un passo soffice nel buio, al rumore di una luce dorata immobile e stanca, che non parla, non dice.
Alina è dolore. Alina è infinito. Alina è guardare uno specchio nello specchio. Alina è un messaggio nella notte, sulla strada, in alto, fra la solitudine e il silenzio.
Alina è lontananza che si avvicina, è qualcosa che stai per prendere, ma che mai raggiungerai. Alina è una nota silenziosa in un immane baccano.


sabato 2 luglio 2011

Ne pleure pas, personne n'est là.

I feel like I'm closed inside a cage. Can't get out, can't breath. Is there anyone? Anyone, please? I see thousands of shadows around me. I cannot think clearly, everything's spinning, nothing's definite. I wanna cry, I'm gonna cry. It's so dark. I need someone here.
I'm about to fall. I need someone taking my hand.
I'm about to fall.
I'm falling.