Che cos’è stato? Un incontro. Soltanto? No. Non è vero. E lo sai. Che ci faceva quello splendore nei tuoi occhi? Perché ne aveva preso il posto? E quel sorriso che mi ha lacerato la luce della stanza? E poi, le tue parole, la tua voce, il tuo tono rassicurante e calmo, liscio, pacato, senza increspature. Meraviglioso. E quel maglioncino grigio, quelle spalle da cingere, quelle braccia da accarezzare. Cosa mi hai fatto? Dimmelo. Anzi no, non farlo. Perché non lo sai. Io non lo so. Ma è meglio così.
sabato 18 febbraio 2012
martedì 27 dicembre 2011
Why should mine be different?
Non ne posso più. Sto per urlare. Non riesco a tenere dentro tutto ciò. Devo sfogarmi, aprirmi, spiegarmi, dare voce alle mie emozioni, ai miei sentimenti. Voglio correre sulla linea del tempo e fermarmi lì, e non tornare più indietro.
martedì 8 novembre 2011
"Please remember me".
Ho così tanto da dire, e così pochi mezzi per farlo, che talvolta mi chiedo se ciò non dimostri l'impossibilità di poter esprimere tutto quello che si ha dentro, se non rappresenti la chiara ed oggettiva spiegazione alla questione. Qualcosa deve necessariamente rimanere dentro di noi? Qualcosa non può uscire? Perché non può essere spiegata, analizzata, comunicata. Ci sono cose per cui le parole non bastano, i gesti non bastano, gli sguardi non bastano. Non si possono spiegare. Condanna e delizia al contempo.
Ho un oceano dentro, un'immensità di emozioni, un spettro infinito di sfumature, dettagli, pensieri, sensazioni, che vorrei tirare fuori, mettere su carta, guardare, toccare, rigirare fra le mani, capire. Talvolta ho la sensazione di non riuscire a fare tutto ciò che posso fare, o forse che potrei fare. Ho il terrore che non goda appieno delle mie possibilità, come se scegliere fosse una condanna, perché mi porta ad escludere cose che forse avrei voluto fare. Tutto ciò costituisce una definitezza, una chiarezza e una concretezza che odio.
Anche adesso vorrei dire altro, tanto altro, così tanto che è inutile provare.
E un immenso senso di inadeguatezza umana mi prende e m'attanaglia.
Ho un oceano dentro, un'immensità di emozioni, un spettro infinito di sfumature, dettagli, pensieri, sensazioni, che vorrei tirare fuori, mettere su carta, guardare, toccare, rigirare fra le mani, capire. Talvolta ho la sensazione di non riuscire a fare tutto ciò che posso fare, o forse che potrei fare. Ho il terrore che non goda appieno delle mie possibilità, come se scegliere fosse una condanna, perché mi porta ad escludere cose che forse avrei voluto fare. Tutto ciò costituisce una definitezza, una chiarezza e una concretezza che odio.
Anche adesso vorrei dire altro, tanto altro, così tanto che è inutile provare.
E un immenso senso di inadeguatezza umana mi prende e m'attanaglia.
domenica 9 ottobre 2011
Guarda come brillano per te...
Non è la tua pelle che ha il colore delle stelle. Sono le stelle che hanno il colore della tua pelle.
Ti guardo. Mi guardi. Mi volto.
Ti guardo. Mi guardi. Ti volti.
Giochiamo. La partita è rapida, non c'è tempo per pensare. Una visione, un attimo, e lì la folgore. Il tempo passa, le situazioni cambiamo, le certezze mutano, le speranze si trasformano. Mi hai segnato, con quello sguardo. Mi hai penetrato e immobilizzato. E da lì s'è mosso tutto. Da lì è cominciato il gioco.
Poi giù, un incontro, uno scontro, un saluto. Sali, vai via. Dentro di me rimango fermo. Perché? Adesso perché? Ho paura. Tu hai paura? Perché hai paura? Cosa significa questo? Perché dovrebbe essere diverso? Hai paura. Di cosa hai paura?
Non so cosa pensare. Non posso mettere da parte ciò che mi hai fatto provare, così velocemente, così, da un momento all'altro. Ma tu no, tu non ci stai. Temi che sarebbe troppo difficile. Temi che ci sarebbero barriere troppo alte, troppo grandi da scavalcare. Ma non si diceva, una volta, che l'amore può tutto? Forse non ci credi più. O forse non credi che questo sia amore. Allora cos'è?
O forse mi disprezzi. Forse hai capito, e allora mi disprezzi. Forse sei tu che fai parte di quelle barriere, forse sei tu che contribuisci ad erigerle. Allora no. Allora mi tirirei indietro io, se fosse così. Ma no, no. Non ci credo. Non è possibile. Non tu. Perché?
Che debba andare così? Non lo so. Quello che provo per te non posso accantornarlo, non così facilmente. Il tempo guarirà le ferite. Forse.
Non è la tua pelle che ha il colore delle stelle. Sono le stelle che hanno il colore della tua pelle.
È vero. Guarda come brillano per te... E tutte le cose che fai...
Ti guardo. Mi guardi. Mi volto.
Ti guardo. Mi guardi. Ti volti.
Giochiamo. La partita è rapida, non c'è tempo per pensare. Una visione, un attimo, e lì la folgore. Il tempo passa, le situazioni cambiamo, le certezze mutano, le speranze si trasformano. Mi hai segnato, con quello sguardo. Mi hai penetrato e immobilizzato. E da lì s'è mosso tutto. Da lì è cominciato il gioco.
Poi giù, un incontro, uno scontro, un saluto. Sali, vai via. Dentro di me rimango fermo. Perché? Adesso perché? Ho paura. Tu hai paura? Perché hai paura? Cosa significa questo? Perché dovrebbe essere diverso? Hai paura. Di cosa hai paura?
Non so cosa pensare. Non posso mettere da parte ciò che mi hai fatto provare, così velocemente, così, da un momento all'altro. Ma tu no, tu non ci stai. Temi che sarebbe troppo difficile. Temi che ci sarebbero barriere troppo alte, troppo grandi da scavalcare. Ma non si diceva, una volta, che l'amore può tutto? Forse non ci credi più. O forse non credi che questo sia amore. Allora cos'è?
O forse mi disprezzi. Forse hai capito, e allora mi disprezzi. Forse sei tu che fai parte di quelle barriere, forse sei tu che contribuisci ad erigerle. Allora no. Allora mi tirirei indietro io, se fosse così. Ma no, no. Non ci credo. Non è possibile. Non tu. Perché?
Che debba andare così? Non lo so. Quello che provo per te non posso accantornarlo, non così facilmente. Il tempo guarirà le ferite. Forse.
Non è la tua pelle che ha il colore delle stelle. Sono le stelle che hanno il colore della tua pelle.
È vero. Guarda come brillano per te... E tutte le cose che fai...
sabato 1 ottobre 2011
Now, forever.
Il vento libero soffiava. Il mare calmo e silenzioso mi osservava. Il cielo sopra di me mi cingeva.
Alzo le braccia e tutta quella natura, tutto quel sogno che è divenuto realtà mi entra dentro, velocemente ma senza sforzi, in maniera totalmente liquida e sciolta.
Riuscivo a sentire tutto quello che sempre avevo desiderato. Sentivo dentro di me rompersi un lucchetto e un ampio respiro, di libertà, inebriarmi tutto.
Ero dove sarei sempre dovuto essere, dove sempre sarò, d'ora in avanti.
Ero libero.
Alzo le braccia e tutta quella natura, tutto quel sogno che è divenuto realtà mi entra dentro, velocemente ma senza sforzi, in maniera totalmente liquida e sciolta.
Riuscivo a sentire tutto quello che sempre avevo desiderato. Sentivo dentro di me rompersi un lucchetto e un ampio respiro, di libertà, inebriarmi tutto.
Ero dove sarei sempre dovuto essere, dove sempre sarò, d'ora in avanti.
Ero libero.
Saoirse.
venerdì 30 settembre 2011
I had to find you, tell you I need you...
Nobody said it was easy...
Oh, it's such a shame for us to part...
Oh, it's such a shame for us to part...
Nobody said it was easy...
No one ever said it would be so hard...
I'm going back to the start.
martedì 13 settembre 2011
"Crema, un po' di cioccolato... più crema però".
Un giorno perfetto. Uno spettro di emozioni immenso.
Una felicità immane. Un dolore gigantesco. Un sentiero, una via che li unisce, li esplora. Il facile, facilissimo, tramutamento in tragedia. Un attimo, quell'attimo, quel momento in cui il giorno diviene notte, la notte diviene giorno, il sole si macchia di sangue, e quel sentiero vola via.
Ci rendiamo mai conto di tutte le emozioni che possiamo provare? Realizziamo mai quanto possa essere forte quella sensazione allo stomaco, così forte da bloccarci, annullarci il pensiero, buttarci a terra? Lo capiamo? Lo capiremo mai? Comprenderemo mai l'enorme spettro di emozioni che possiamo provare? Così tante emozioni, emozioni così forti... che non le reggiamo. A volte riescono ad essere più forti, e a batterci.
L'incoscienza con cui viviamo ogni giorno e quell'angolo in cui gireremo che ci butterà a terra.
Allora, sarà un giorno perfetto.
Una felicità immane. Un dolore gigantesco. Un sentiero, una via che li unisce, li esplora. Il facile, facilissimo, tramutamento in tragedia. Un attimo, quell'attimo, quel momento in cui il giorno diviene notte, la notte diviene giorno, il sole si macchia di sangue, e quel sentiero vola via.
Ci rendiamo mai conto di tutte le emozioni che possiamo provare? Realizziamo mai quanto possa essere forte quella sensazione allo stomaco, così forte da bloccarci, annullarci il pensiero, buttarci a terra? Lo capiamo? Lo capiremo mai? Comprenderemo mai l'enorme spettro di emozioni che possiamo provare? Così tante emozioni, emozioni così forti... che non le reggiamo. A volte riescono ad essere più forti, e a batterci.
L'incoscienza con cui viviamo ogni giorno e quell'angolo in cui gireremo che ci butterà a terra.
Allora, sarà un giorno perfetto.
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