domenica 1 aprile 2012
Corsi a vedere il colore del vento.
Ebbene sì, è così. Ho pianto. Per te? No, ma per la situazione che tu hai creato, per il vuoto che mi hai partorito dentro, per la fiamma che mi hai riacceso, così velocemente, così improvvisamente. Ho chiuso la porta, ho gettato via gli occhiali, mi sono buttato sul pavimento freddo e ho preso la mia testa fra le mani, mi sono preso i capelli, li ho tirati, ho sentito il dolore, ma non era, non era più forte di quello che avevo nel cuore. E poi il telefono, l'ho cercato, ho tentato di chiamare, ho parlato con voci rassicuranti, le lacrime sono salite. Ma poi mi sono calmato, ho preso coscienza di me e della situazione, ho accoltellato le mie ansie e le mie paure, le ho gettate nel fiume e ho risalito la montagna. Ora sto guardando dall'alto l'orizzonte e vedo tante possibilità e opportunità. Ma per quelli come te non c'è posto.
mercoledì 28 marzo 2012
Blu.
Devo ancora capire dove sbaglio. Forse sta nel fatto che voglio sentirmi rassicurato. Anche soltanto dalle apparenze, dalle mie opinioni, da ciò a cui voglio credere. Cose che, insomma, potrebbero corrispondere alla realtà come potrebbero non farlo. Eppure, quando sono rassicurato in questa maniera, mi sento tranquillo, apposto. Ah, va bene, allora è okay, non c'è problema. Ma che dico? Ma quando mai? Le cose non potrebbero cambiare? E infatti poi cambiano. E allora sono stupido io. Magari, invece, quando non sono rassicurato, le cose vanno come voglio, a scapito di quanto ritenessi. Ma in fondo ci speravo.
E anche con te, ci spero. Non so il perché. In fin dei conti, non è nulla di eccezionale quello che c'è fra me e te. Ma voglio credere, mi piace credere che possa nascere. Forse sbaglio nel voler accettare tutto, nel voler farmi andare bene ogni cosa. Ma dopotutto, posso fare diversamente?
Domani ci vediamo. Il bacio però non te lo mando.
E anche con te, ci spero. Non so il perché. In fin dei conti, non è nulla di eccezionale quello che c'è fra me e te. Ma voglio credere, mi piace credere che possa nascere. Forse sbaglio nel voler accettare tutto, nel voler farmi andare bene ogni cosa. Ma dopotutto, posso fare diversamente?
Domani ci vediamo. Il bacio però non te lo mando.
domenica 26 febbraio 2012
sabato 25 febbraio 2012
Velenosottopelle.
Mi spaventa sempre di più la velocità, la facilità e il dinamismo con cui le cose, le situazioni, i pensieri e i progetti cambino. Un attimo, e tutto ciò che prima pareva una sicurezza scompare e viene rimpiazzato dall'esatto opposto. È un continuo crescendo, un andare oltre, sempre più. Ma fin dove? E se, mentre i miei pensieri e i miei progetti volano in alto, io, nella mia realtà, nella mia concretezza, rimango ancorato qui, a guardarli e a sognarli da lontano?
In neppure due settimane mi si è quasi rivoluzionata la vita. Mi si è improvvisamente aperto un mondo, che velocemente si è poi richiuso. Sto tentando di tornare dentro, ma è difficile. E mi viene da pensare che forse sarebbe stato meglio se quel mondo io non l'avessi visto per niente; non soffrirei ora che non ci vivo più. O forse è meglio che io l'abbia vissuto sulla mia pelle, cosicché quando quella porta si riaprirà io sarò perlomeno un minimo pronto. Sì, ma quando si riaprirà? Troppo tardi probabilmente. Io non voglio aspettare.
giovedì 23 febbraio 2012
Desire is hunger.
Sempre più spesso mi ritrovo a pensare all'estate: al Sole, al calore, alla luce alle 8 di sera, ai campi di grano, ai fiori, ai frutti. Oppure mi capita di pensare a quei pomeriggi primaverili malinconici in cui il Sole scendeva lentamente oltre le montagne e gettava qualche spiraglio di luce sui muri della casa. La porta veniva lasciata aperta e qualche brezza fresca girovagava fra le stanze. Poi penso a te, e vorrei averti qui. Vorrei vivere questi momenti con te, ma tu non ti lasci capire. Sto sbagliando io? Vorrei un po' più di chiarezza. Non vuoi darmela, evidentemente. Pazienterò. Spero solo che tutto ciò abbia un senso. Decisamente non vorrei che tutto dovesse finire come tema possa fare. Ma il dubbio viene, cosa posso farci? E se fosse, che faccio? Ho superato il momento peggiore, ma ciò non toglie che soffrirei. È che ho capito che non posso vivere senza queste emozioni e... cazzo, non puoi farmi una cosa del genere, no?! Senti, aspetto, okay? Però spiegami poi. Devi farlo.
lunedì 20 febbraio 2012
So I can love, love, love...
Io lo so. Io lo so che devo smetterla di viaggiare con la mente. Io lo so che devo smetterla di fare congetture, di costruire sogni su sogni, di immaginare castelli colorati e luminosi. Io lo so, ma non ci riesco. E basterebbe un nonnulla per far crollare tutto, e lo so. Ma io non ci riesco.
Fa' una cosa. Smettila di sorridere.
Fa' una cosa. Smettila di sorridere.
domenica 19 febbraio 2012
M'imbarcherò sul mare.
Inadeguato. Fuori luogo, fuori posto. Ma che ci faccio qui? Perché questa barriera? Perché questo nodo allo stomaco che non riesco a sciogliere? Non ce la faccio a stare con loro, con persone che non sanno, che non hanno consapevolezza, coscienza, conoscenza. Vivo nella menzogna. Sono menzogna. Mi vergogno. Mi disgusto. Vado contro me stesso. Sono arrabbiato, nervoso, ansioso.
Ho bisogno di quegli occhi che mi capiscono, di quelle orecchie che sanno ascoltarmi, di quelle parole che mi sorreggono il cuore. Perché sono così poche? Perché è andata così? Poteva andare diversamente, forse?
Sto male. Malissimo. Finirà, arriverà a un punto di fermo, di stop, sì. Poi? Ho paura del poi. Ma sarà così, dovrà essere così.
Ho paura. Abbracciami.
Ho paura. Abbracciami.
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